C’era una volta … un gruppo di ragazzi non più giovanissimi che giocavano a basket nella squadra della Polisportiva Manno e dopo una partita giocata un po’ più male del solito, un po’ per ridere e un po’ sul serio, hanno pensato bene che poteva essere forse più utile cercare di insegnare ai giovani i rudimenti della pallacanestro così da riuscire a formare dei giocatori migliori di loro.
E così eccoli a proporre ai ragazzi delle scuole di Manno, Lamone e Taverne di venire in palestra a divertirsi giocando a pallacanestro. La cosa ha interessato subito un buon numero di giovani
tanto che, dopo due anni di convivenza con i judoka della Polisportiva, aveva assunto una certa dimensione con circa 30 giovani attivi (3 squadre).
Correva l’anno 1986 e la passione e la volontà di fare bene aveva ormai calamitato questo gruppo di allenatori/dirigenti che hanno pensato bene di staccarsi dalla Polisportiva Manno e fondare quello
che ora conosciamo come Basket Club Vedeggio.
Nel mese di giugno 1986, l’assemblea generale della Associazione Ticinese di Pallacanestro accettava la neonata società sportiva con sede a Gravesano fra le sue affiliate.
E’ quindi dal settembre 1986 che le stagioni si susseguono con ritmo incessante e mettendo questo gruppo di irriducibili di fronte a continui ostacoli che non hanno fatto altro che migliorare
l’affiatamento.
Erano gli anni in cui i soldi erano merce rara e gli spazi nelle palestre per fare allenamento ancora peggio. Nessuno ci conosceva e la nostra proposta di fare basket con i giovani non era capita: il
basket si giocava in città, a Lugano, che pochi anni prima aveva vissuto il grande boom degli anni 1973-1976.
Rubando qualche ora buca in tutte le palestre fra Mezzovico e Agno si riusciva a fare attività con i ragazzi e con l’aiuto dei genitori che scorazzavano i propri pargoli dove c’era l’allenamento la
cosa funzionava.
I palloni erano spesso comperati dagli allenatori e le maglie da gioco erano offerte da qualche genitore che capiva la situazione.
Anno dopo anno la crescita della società era costante: i primi cinque/sei anni la società era praticamente tutta maschile e i primi ragazzini erano giunti alla categoria cadetti, concludendo il ciclo di crescita della prima ondata di giovani che aveva iniziato a giocare con noi.
Insieme ai ragazzi cresceva un po’ tutto: la società diventava sempre più grande e quasi per scherzo si è trovata ad essere votata più verso il settore femminile che quello maschile. E qui le cose
si sono fatte veramente più serie:
• nella stagione 1992/93 ci avviciniamo all’elité nazionale con la squadra junior,
• l’anno seguente siamo in 1.a lega nazionale
• dopo due stagioni siamo promossi in lega nazionale B.
Durante le sei stagioni di permanenza in Lega B la crescita è stata costante, e forse anche troppo.
Correva la stagione 2000/01, troviamo uno sponsor che ci permette di dotare la squadra di una giocatrice straniera, russa, di buon valore. La stagione si gioca a livelli altissimi con diverse squadre
molto interessanti e finiamo al terzo posto, ad un passo dalla promozione in lega A. Ma purtroppo lo sponsor è sparito e così siamo costretti a concludere l’avventura in lega nazionale.
Ma l’attività del BCV continua, e le idee, i progetti dopo poco rispuntano: il progetto “Ceresio”. Scopo dichiarato è quello di creare delle sinergie che permettano al Sottoceneri di lavorare con un unico obiettivo: le società Vedeggio, Riva, Cassarate formano un’unica entità, il Ceresio appunto, e permettere alle ragazze di evolvere in squadre dell’elite nazionale senza più ostacoli derivati dal campanilismo societario.